ALEXANDRE MONNTOYA

ALEXANDRE MONNTOYA
30 ANNI DI PERCORSO ARTISTICO
30 ANNI DI LUCE, SILENZIO E MAESTRIA
"È un onore redigere questo omaggio a un artista che, dopo tre decenni di ricerca instancabile, è riuscito a rendere il suo nome sinonimo di anima e maestria. Il 2025 non è solo un numero sul calendario di Alexandre Monntoya; è il culmine di un cammino iniziato con un tratto timido in Colombia e che oggi risuona con forza dal suo rifugio tra vigneti sulle colline d'Italia."
Cecilia Moya
• 1995-2025:Il viaggio di un'anima che ha imparato a vedere l'invisibile.
Sono passati trent'anni da quando quella prima natura morta uscì dalle mani di un giovane Alexandre a Pereira, in Colombia. Quello che allora era un impulso istintivo, un "filo invisibile" che lo legava alla creazione, si è trasformato oggi in un'eredità di realismo profondo che trascende la semplice rappresentazione visiva.

"Sono un artista che abita nel corpo di un essere umano."
• Il Risveglio di un Maestro Empirico
La storia di Alexandre Monntoya è quella di un artista che si è forgiato nel fuoco dell'autocritica. La sua accademia non ha avuto mura di pietra, ma le pareti della sua galleria a Cali, dove il contatto quotidiano con tele e colori ha risvegliato il pittore ad olio che portava dentro. La sua maestria è figlia dell'osservazione pura, di quella capacità di "vedere ciò che gli altri non vedono".
• L'Esodo verso la Perfezione: dalla Spagna all'Italia

"Il vero viaggio non consiste nel cercare nuovi mondi, ma nel liberarsi dell'impostore per trovare se stessi'
Nel luglio 2001, la sua ricerca di crescita lo ha portato ad attraversare l'oceano. La Spagna è stata la sua scuola e la sua casa per due decenni, lo scenario in cui la sua tecnica ha raggiunto una maturità squisita e dove il suo nome ha iniziato a brillare nelle gallerie internazionali. Tuttavia, il vero artista non smette mai di evolversi.
Nel 2020, Alexandre ha scelto il silenzio delle montagne italiane in Piemonte. Lì, tra la nebbia e la pace delle Prealpi Biellesi, la sua opera ha intrapreso una svolta introspettiva.
Oggi, dalle colline monferrine, le sue pennellate non catturano solo la trama della pelle o la lucentezza di uno sguardo con un iperrealismo sorprendente; catturano conflitti, sogni e verità universali.
• Una Tecnica al Servizio dello Spirito
Parlare di Monntoya significa parlare di meticolosità. I suoi processi sono rituali di pazienza dove la luce e l'ombra combattono una battaglia costante. In opere recenti come “Il Giardino del Dubbio” o “Nascita”, vediamo un artista che domina l'olio con una precisione quasi architettonica, ma che usa tale perfezione per interrogare la nostra identità umana. Per lui, la figura umana non è il fine, ma il veicolo.
Il realismo di Alexandre non cerca di ingannare l'occhio, ma di commuovere il cuore. Ogni poro, ogni piega e ogni atmosfera nei suoi quadri è una testimonianza del suo rispetto per il mestiere e del suo impegno etico verso la bellezza.

IL GIARDINO DEL DUBBIO
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LA NASCITA
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C'ERA UNA VOLTA
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• Tre Decenni di Eredità
Arrivare a questi 30 anni di carriera con la vigoria e la freschezza della sua opera attuale è un traguardo riservato ai grandi. Alexandre Monntoya ha dimostrato che l'arte è una corsa di fondo dove l'unica competizione è con se stessi.
Oggi celebriamo non solo il pittore, ma l'uomo che ha avuto il coraggio di chiudere gallerie e attraversare frontiere per essere fedele alla propria visione.
Celebriamo tre decenni di una firma — quella "doppia n" che è già un marchio di eccellenza — che continua a ricordarci che, attraverso l'arte, l'eterno può abitare una tela.

CONGRATULAZIONI, MAESTRO, PER QUESTI 30 ANNI DI STORIA VIVENTE!
Testo commemorativo, Anniversario XXX | Cecilia Moya - Studio Manager ∎ Edgar Pozos - Art Dealer | Dicembre 2025
"Questi trent'anni non sono stati solo miei, ma di ogni persona che si è fermata davanti a uno dei miei quadri. Grazie per essere stati parte del viaggio."
























